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Perché negli Usa resiste nel food il negozio fisico
15.04.2017
Autore
Giovanni Esposito Ospite
Amazon e gli e-tailer crescono e cresceranno sempre più in tutti i canali di vendita degli Usa. Lo dicono le ricerche motivazionali. Nel food, sempre in Usa, BI ha recentemente pubblicato un report indicando punti di forza e di debolezza delle vendite on line...


Perché negli Usa resiste nel food il negozio fisico


Marzo 2017. Amazon e gli e-tailer crescono e cresceranno sempre più in tutti i canali di vendita degli Usa. Lo dicono le ricerche motivazionali.
                                     
Nel food, sempre in Usa, BI ha recentemente pubblicato un report indicando punti di forza e di debolezza delle vendite on line.
 
I punti di forza sono ben noti.
 
Vediamo, nella tabella qui sotto, quali sono quelli di debolezza
 

 
Fonte: BI
 
Prima di commentarli è necessario ricordare che Amazon ha aperto AmazonGo, la prima superette fisica che elimina le cose. Per il momento è solo una superette, agile fin che si vuole, ma non è espressione dei freschi a servizio. Non ancora. Nel frattempo sta cercando location anche in Europa, in primis in Gran Bretagna.
 
Il cliente vuole scegliere da solo, toccare l’ortofrutta. In effetti questo è un ostacolo anche per i retailer fisici: nelle grandi catene Usa l’ortofrutta è sicuramente ben esposta, ben spiegata, con un visual accattivante, ma la qualità in termini di freschezza e durata fuori dal fridge lascia a desiderare. Normale che le persone vogliano scegliere una per una le mele che vuole acquistare.
 
Poi le persone indicano di voler vedere le promozioni di negozio, anche perché hanno tempo da dedicare alla spesa fisica. Sul tempo a disposizione per la spesa fisica vs on line ci sarebbe molto da dire: la variabile tempo con gratificazione ha un senso, il consumo di tempo su un computer asettico ne ha un altro.
 
La questione dell’assortimento (e delle rotture di stock di conseguenza) è poi cruciale: il fare la spesa è un destination journey, impossibile per molti completare la spesa in un altro o altri negozi ancora.
 
Le altre voci riportate nella tabella hanno percentuali basse.
 
L’ultima voce, invece, è interessante: solo il 6% degli intervistati sostiene che “Comprare tutto on line mi spaventa”. La percentuale è davvero bassa, segno che ormai tutti, anche se è complicato in alcuni casi (13%) si stanno confrontando con la tecnologia, l’hardware e il software del caso.
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