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Algoritmi: volete saperne di più e sapere come andrà a finire?
07.09.2017
Autore
Luigi Rubinelli Direttore Responsabile
“Che cosa accadrà alla società, alla politica e alla vita quotidiana, quando algoritmi non coscienti, ma dotati di grande conoscenza, ci conosceranno più a fondo di quanto noi conosciamo noi stessi?”...


Algoritmi: volete saperne di più e sapere come andrà a finire?

Settembre 2017. “Che cosa accadrà alla società, alla politica e alla vita quotidiana, quando algoritmi non coscienti, ma dotati di grande conoscenza, ci conosceranno più a fondo di quanto noi conosciamo noi stessi?”.
 
È una delle tre domande finali di questo libro, un libro per conoscere, appunto, per informarsi, lontano dalla confusione e dal mass market delle notizie e delle opinioni, vere o no di internet. Benvenuti dunque nel mondo degli algoritmi. Se non sapete nulla degli algoritmi applicati alle nuove tecnologie questo è il libro che state cercando. Se siete degli entusiasti degli algoritmi potrebbe esservi di aiuto per cercare di capire dove stiamo andando. Se siete un algoritmo, invece, sorriderete di gioia perché avete un futuro di fronte a voi. E molti compagni di viaggio.
 
Per capire appieno gli algoritmi dovete avere un po’ di pazienza, perché la ricostruzione fatta da Yuval Noah Harari, insegnate di storia alla Hebrew University di Gerusalemme, con un dottorato alla Oxford University, nel suo Home Deus, edito da Bompiani, 25 euro ben spesi, vi guiderà non solo attraverso la storia, la scienza in generale, la biologia in particolare, e la tecnologia, in modo approfondito. Il sottotitolo recita: Breve storia del futuro.
 
È un condensato di saperi e di documentazioni impressionante. Ogni singolo passaggio è approfondito con fonti le più svariate. Al centro del saggio c’è, appunto, l’algoritmo che viene usato in modo massivo da Google, Apple, Facebook, ma anche da molte multinazionali della salute per ingaggiare il cittadino (e il consumatore e ogni forma organizzata e singola).
 
Non spaventatevi per le 665 pagine: si leggono in un paio di giorni, a patto che vogliate capire dove stiamo andando. Quali aiuti, servizi, felicità, ricchezza ci stanno dando e ci daranno gli algoritmi, ma anche quali pericoli stiamo e staremo incontrando nel volgere di poco tempo. La documentazione non lascia spazio ai dubbi sulla concretezza della ricerca, fatta a mò di racconto storico e di attualità sorprendenti per chi usa un computer o uno smartphone o soltanto va a fare una visita medica specialistica. Non si tratta di condannare. Si tratta di capire e le informazioni contenute in Homo Deus sono preziose. D'altronde non diciamo sempre che le informazioni e i dati sono il nuovo petrolio? Eccole!
 
Per non togliere nulla alla lettura del libro mi limiterò a dire che è in atto uno spostamento di poteri da tanti a pochi, pochissimi attori che conosciamo e accogliamo con gioia tutti i giorni nelle nostre case e nelle nostre tasche. Il libro di Harari delinea le origini del condizionamento nel quale viviamo e che nessun secolo precedente ha mai affrontato.
 
Una sola domanda: ne vale la pena? Gli algoritmi diventeranno sempre più ricchi (e con loro i proprietari del copyright) con i nostri dati, le nostre felicità di brevissimo respiro, le nostre incaute scelte. Ci danno un piatto di lenticchie (i servizi e la pseudo libertà) in cambio della nostra esperienza, individuale e collettiva.
 
Ne vale davvero la pena?
 
Come andrà a finire
Il libro termina con tre domande, l’ultima, quella già citata all’inizio, dice: “Che cosa accadrà alla società, alla politica e alla vita quotidiana, quando algoritmi non coscienti, ma dotati di grande conoscenza, ci conosceranno più a fondo di quanto noi conosciamo noi stessi?”
La “religione dei dati” (Harari chiama questo il datismo) ora dice che ogni parola e ogni azione è parte del grandioso flusso dei dati, che gli algoritmi vi stanno guardando costantemente e che essi si preoccupano di qualsiasi cosa voi facciate e di qualsiasi sentimento voi proviate. Alla maggior parte delle persone questo piace parecchio…
 
… A proposito: i lupi, o almeno i loro cugini cani, non sono un caso senza speranza. Un’azienda di nome No More Woolf sta sviluppando un casco per leggere le esperienze canine. Il casco monitora le onde cerebrali del cane e usa algoritmi informatici per tradurre semplici sensazioni come: “Sono affamato” in linguaggio umano. Il vostro cane potrebbe presto avere un proprio account su Facebook o Twitter, forse con più follower e like di voi…
… “Volete sapere chi davvero siete?” Chiede il datismo… permettete a Google e a Facebook di leggere tutte le vostre e-mail, di controllare tutte le vostre chat e tutti i vostri messaggi e di registrare tutti i like e i clic. Se fate tutto questo, allora i potenti algoritmi di internet-di-tutte-le-cose vi diranno chi sposare, quale carriera intraprendere e se dare inizio a una guerra…
 
Penultima domanda di Harari: “Che cosa è più importante, l’intelligenza o la consapevolezza?

Buona lettura e buon lavoro.
Grazie per la lettura

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1 Commenti
Francop
Sto già andando in libreria a vedere se trovo il libro, mi rimangono gli ultimi due giorni di 'ferie.
Da informatico della prima o
09/09/2017 19.25.21
 
Ultimo sondaggio 27.10.2017
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