Plodine-Croazia: l’efficienza è nei singoli banchi

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Plodine-Croazia: l’efficienza è nei singoli banchi

Settembre 2013. In Croazia la grande distribuzione, nazionale e internazionale si sta sviluppando a ritmi sostenuti.
Nella tabella qui sotto l’andamento dello sviluppo delle tipologie di vendita.

. La società. Plodine opera dal 1993 quando è stato aperto il primo ipermercato. All’inizio la società era presente soltanto nella zona della città di Fiume, ma a partire dal 2004 è iniziata l’espansione in tutta la Croazia ampliando la rete distributiva (attualmente 73 unità commercialidi qui 8 ipermercati).
Registra un fatturato nel 2012 di 3,190 mld di krune.

. Il supermercato medio. La superficie media dell’insegna è di circa 1.900 mq, ma Plodine è presente anche con ipermercati. All’ingresso del supermercato la comunicazione corporate e operativa dell’insegna. I colori, giallo e rosso, sono impattanti anche se riportano (giusto per volerlo e soprattutto il rosso) ai supermercati della Spar. (4)

. Il layout. Layout classico a pettine e percorso obbligato dall’ortofrutta.

. I reparti e gli assortimenti. Le diversità e le peculiarità di questo concept si colgono dai particolari.
Guardiamo ad esempio l’ortofrutta. L’esposizione è fatta con le cassette originali: l’impostazione genera più naturalità, più ambiente mercato. Lo stesso stoccaggio (igiene permettendo) è fatto a pavimento, nello spazio sottostante. (3)

Il macellaio lavora di fronte al cliente e prepara il taglio appena dietro al banco, creando un rapporto di fiducia. Continua l’ambientazione marcatamente rossa, come raccordo ideale di tutti i reparti. (4)

Cambio di colore per la pescheria, divisa fra pesce fresco e surgelato sciolto. Il reparto è piccolo ed è un investimento perché la Croazia è un insieme di isole e il pesce fa parte del cibo e dell’acquisto quotidiano e il principale canale di vendita è direttamente il pescatore il mattino presto, al porto. Manca di comunicazione di prodotto, visto il prodotto. (3)

Esposizione e correlazioni diverse nel caso della panetteria. Privilegiato senza dubbio il take away (e questo la dice lunga sul tempo a disposizione del cliente e la sua logica di acquisto) con i filoncini già incellofanati, esposti nei cestoni che coprono però in parte l’esposizione della pasticceria  a banco.(3)

Sciolto di granaglie a cerniera fra ortofrutta e IVa gamma refrigerata. Posizione un po’ infelice e con scope per la pulizia attaccate, ma il servizio è in linea con la ricerca di abbassamento dei costi e di maggiore efficienza. (2)

Comunicazione promozionale a scaffale negli standard anche se, a nostro parere, nei supermercati di quartiere (e questo vale anche per l’Italia) dovrebbe essere spazialmente più contenuta. (3)

In generale la comunicazione di prodotto e di prezzo è piatta e meriterebbe maggior enfasi, facendosi distinguere da reparto a reparto e per sottocategoria merceologica. (3)

Vistosissimo quel grande cestone di vimini con le caramelle sciolte, ma il personale ci ha assicurato che è un must e se lo rimuovessero il cliente protesterebbe subito. Ubicazione curiosa: a fianco all’ortofrutta. (5)

Reparto del vino e dei superalcolici con bottiglia testimone aggettante e sacchetti per la confezione regalo ben visibili a gruppi di quattro o cinque. (4)

 

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