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I social media producono più indebitamento alle famiglie anche a Natale
20.12.2017
Autore
Eros Casula Coordinamento redazionale
I Social Media sono una delle componenti della pressione sociale che i genitori subiscono e che li porta a spendere per i loro figli molto di più di quanto si possano permettere. E’ questo uno dei risultati dell’ European Consumer Payment Report (ECPR) il report che Lindorff/Intrum Justitia pubblica annualmente sulle abitudini di spesa dei consumatori. L’ indagine è stata svolta  nel mese di Settembre...


I social media producono più indebitamento alle famiglie anche a Natale

Dicembre 2017. I Social Media sono una delle componenti della pressione sociale che i genitori subiscono e che li porta a spendere per i loro figli molto di più di quanto si possano permettere. E’ questo uno dei risultati dell’ European Consumer Payment Report (ECPR) il report che Lindorff/Intrum Justitia pubblica annualmente sulle abitudini di spesa dei consumatori. L’ indagine è stata svolta  nel mese di Settembre 2017, intervistando in tutta Europa 24.401 persone fra i 18 e 64 anni, in Italia gli intervistati sono stati 886. Il 37% dei genitori italiani intervistati ha sperimentato la pressione sociale per l’acquisto di regali e il 27 % di loro si è adeguata acquistandoli e prendendo in prestito dei soldi o sforando il plafond della carta di credito ma soprattutto, il 44% degli intervistati (contro il 39% della media europea) ritiene che “i social media creino pressione per far consumare più del dovuto”.  L’analisi di Lindorff/Intrum Justitia mostra chiaramente come in Europa e in Italia vi sia un nucleo di persone vulnerabili alla pressione sociale che, come conseguenza, può portare all’indebitamento di lungo termine.
Risparmio e investimenti
L’84% degli italiani a parte il mutuo non ha preso a prestito dei soldi per sostenere le proprie spese ma quelli che lo hanno fatto hanno preso in prestito in media  2372 euro principalmente attraverso la banca (42%) e poi dai familiari (29%), utilizzando lo scoperto su carta di credito (23%) o le soluzioni peer to peer (15%).
In media gli Italiani risparmiano 133 euro al mese e il 53% di loro potrebbe affrontare senza prendere in prestito denaro una spesa pari alla metà del salario netto mensile (1080 euro). E se il 66% di loro risparmia per affrontare le spese impreviste, il 33% degli intervistati investe nei conti di risparmio, il 26% tiene i contanti e il 23% investe in fondi.
Scuola e Famiglia
Il 71% pensa che nelle scuole si dovrebbe imparare di più sull’economia familiare perché “i propri figli avranno comportamenti finanziariamente peggiori dei genitori” (34%). Proprio in seguito a questo  l’82% cerca di insegnare ai figli come gestire i soldi anche se  il 54% pensa di doverli sostenere economicamente anche dopo,  quando saranno andati a vivere da soli. Il 25% degli intervistati pensa di non avere abbastanza soldi per una esistenza dignitosa che comunque è migliore di quella dei propri genitori (29%). Questi dati sono in chiaroscuro rispetto al sentiment sull’ economia italiana: solo il 19% pensa che la situazione finanziaria italiana migliori ma  il 43% del campione pensa di “avere una ragionevole possibilità di migliorare la propria situazione finanziaria durante la propria vita”.
 
Shopping
Il report di Lindorff/Intrum Justitia  rivela non solo come il 37% dei genitori sia esposto alle pressioni sociali ma anche come fra i beni più acquistati vi sia lo smartphone (36%), seguito dalle scarpe (30%) dai videogames (26%) e dai vestiti di marca (25%).
Lo shopping online rende troppo facile l’accesso al credito secondo il 47% delle persone tant’è  vero che il 61% di loro, rispetto all’anno precedente, destina una quota maggiore agli acquisti online e grazie alla facilità di questa modalità di shopping  il 36% acquista di più. Gli italiani sono preoccupati dal facile accesso al credito attraverso lo smartphone dato che anche le persone che non potrebbero accedere ai finanziamenti potrebbero essere tentate (35%)  dagli acquisti con questo nuovo strumento e il 52% di loro usa la carta di credito per gli acquisti online.
Overspending
Riguardo all’overspending vi è una chiara evidenza in Europa di come i beni acquistati a credito siano in crescita. Il 31% degli europei intervistati pensa che sia un bene comprare TV, computer e altra tecnologia a credito. Questo dato è più alto del 2016 (26%) e del 2015 (19%) . In Italia il dato è sotto la media europea e vale il 22% .
 
 
Lindorff/Intrum Justitia. Il 27 giugno 2017 Intrum Justitia e Lindorff si sono uniti per formare il principale fornitore di servizi di gestione del credito al mondo. Lindorff è stata fondata nel 1898 e offre servizi legati al recupero crediti ed all’acquisto di portafogli di crediti deteriorati, nonché servizi di  di pagamento e fatturazione. Intrum Justitia è stata fondata nel 1923 e offre servizi completi, inclusi l'acquisto di crediti, progettati per migliorare in maniera  misurabile i flussi di cassa dei clienti e la redditività a lungo termine. La combinazione di Intrum Justitia e Lindorff ha una presenza locale in 23 mercati in tutta Europa e un team di circa 8.000 dipendenti impegnati a promuovere un'economia sana. La società che nasce dall’unione di Lindorff e Intrum Justitia ha registrato ricavi pro-forma di 12,9 miliardi di SEK per i dodici mesi che terminano nel marzo 2017 e ha sede a Stoccolma.. Intrum Justitia AB è quotata alla Nasdaq Stockholm
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