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Perché la felicità non tocca all’IO? Si chiede Giuseppe Minoia di GFK
12.09.2017
Autore
Giovanni Esposito Ospite
Esiste ancora il cittadino-consumatore? Con questa, apparentemente semplice domanda, Giuseppe Minoia di GFK, inizia la sua investigazione sul cambiamento degli italiani, i pro e i contro, le spinte motivazionali...


Perché la felicità non tocca all’IO? Si chiede Giuseppe Minoia di GFK

Settembre 2017. Esiste ancora il cittadino-consumatore? Con questa, apparentemente semplice domanda, Giuseppe Minoia di GFK, inizia la sua investigazione sul cambiamento degli italiani, i pro e i contro, le spinte motivazionali.
 
Quali spinte motivazionalilo sostengono e con quali differenze rispetto a 10 / 20 anni fa? Esistono nuovi valori nati o allo stato nascente, legati ai cambiamenti tecnosociali  e alla Disintermediazione?
Che cosa occorre per intercettarli al meglio e per renderli territorio di elaborazione  da parte delle marche, delle imprese, degli attori sociopolitici, dei racconti e della comunicazione?
 
Gli italiani sono sfiduciati, e lo sono in particolare gli individui dell’età di mezzo, i padri di famiglia con il complesso di Telemaco: i figli in precariato e la quasi certezza che  non potrà andare meglio .
 
Perché sta allargandosi la sindrome depressiva, particolarmente grave in quanto origina da quello che dovrebbe essere il baricentro  sociale propulsivo, quantomeno sul piano demografico (il segmento di Mezzo)?
 
La politica e i politici  «non riescono a rappresentare», quindi non riescono ad essere degli  Advocate. Il mercato del lavoro è statico, nonostante i comunicati sulla crescita. Le grandi Narrazioni (Religione, Partiti, Sindacati, ideologie) si dissolvono in visioni personali o  condivisioni SocialL’Europa rischia di sfaldarsi dopo essere stata il grande Mito  dal dopoguerra al Duemila.
 
L’economia e la finanza sono terreno per pochi felici, mentre i  «Piccoli Risparmiatori» diventano le vittime  designate. I maestri di pensiero e di linea  di condotta perdono in autorevolezza e moral suasion.
Anche gli scienziati, anche i premi Nobel, anche gli inventori dei vaccini che hanno debellato malattie endemiche vengono discussi dal Superuomo del Web.
 
Il relativismo delle fonti significa che tutto può essere postato, sharato, linkizzato.
L’orizzontalità fa premio sulla verticalità.
Il crollo dell’autorevolezza è alla base dei dubbi, incertezze, paure, sino alla creazione del panico di massa.
 
La regressione degli italiani
In questa cornice gli italiani, in particolare, si sentono senza linee guida, senza punti di riferimento, senza sicurezze. Riaffiorano gli «Animal Spirits» alle radici del familismo: conta il privato e la difesa del sistema delle relazioni primarie e degli affetti.
La infelicità pubblica viene per qualche aspetto compensata dallo scambio  delle relazioni e dalla convinzione che il Vero Welfare sia quello famigliare o di clan.
 
I tentativi di nuovo impegno

Gli italiani desiderano uscire da questo stallo che li deprime?
Certamente sì, a nessuno piace la depressione.
Come? Nell’arricchimento dell’esperienza, nel cercare il quanto più possibile di vivere e condividere  cose e persone che gratificano, fanno sentire meglio, fanno rimuovere le paure

Ma anche nella progressiva cooptazione di nuovi valori e quindi di nuovi comportamenti  in differenti ambiti che gli interventi che seguiranno metteranno in luce.
L’arricchimento digitale e la cosiddetta rivoluzione da intelligenza artificiale:
Non dimentichiamo il “Webete”, nuova figura o maschera che si aggiunge alla tradizione dei Pulcinella nostrani! Gli italiani, anche i non nativi, stanno diventando  digitali e connessi, anche i Silver che si alfabetizzano alla grande. Ma  le dita sul mouse stano facendo uscire dalla depressione? e stanno facendo crescere in autostima e sapere?
 
L’ambientalismo
Gli italiani stanno adottando nuovi comportamenti  smart per quanto riguarda  l’ambiente, il rispetto del verde, i rifiuti,  la mobilità, la salute e la prevenzione delle malattie, l’alimentazione, i viaggi e le vacanze.
Anche qui dobbiamo chiederci se e come valori e comportamenti “virtuosi” siano in grado  di irradiare un presente, ma soprattutto un futuro davvero migliore ,  in grado di conferire positività.
 
I consumi culturali
Gli italiani desiderano più consumi culturali, dai musei alle mostre, dai viaggi nelle città d’arte ai festival più o meno intelligenti, al teatro sperimentato nei siti mitici, alla musica dei concerti e delle grandi rappresentazioni.
Questo entusiasmo per la Cultura che cosa può significare?
 
Un segnale interessante per la GDO
Significa apprendere, scoprire, mettere a confronto, misurarsi con saperi esperti.
Significa  esperienza  che invece di pesare rilassa, invece di creare ansia conferisce piacere.
Nella  società del «uno vale uno»diventano determinanti i contatti reali, fisici, dove si tocca, si annusa, si ascolta, si guardano in faccia le commesse, si interloquisce con i responsabili, si parla, si decide e poi magari ci si pente.
Quando «uno vale uno»il recupero della fisicità riguarda più aree, settori, territori. Non è solo un percorso per la Distribuzione piccola o grande.
Dal food ai prodotti tecnologici e digitali, dalla salute alle banche, ai prodotti culturali.
Il touch  fisico non basta a bilanciare  l’insicurezza del   relativismo (digitale e non).
Cambiamento chiama cambiamento, innovazione chiede sempre più il nuovo, l’obsolescenza non è solo nel Tech ma anche  nei prodotti e nelle esperienze più fisiche.
Ci si stanca subito, si è sempre più alla ricerca della “sorpresa”, del Temporaryche bisogna essere i primi a sperimentare.
Essere i Primi vuol dire sentirsi meglio, essere felici? Attenzione, la Felicità percepita può essere ingannevoli.

Ma la felicità può essere ingannevole
Esistono più felicità, non solo dipendenti dal reddito e dalla istruzione, ma anche dale antropologie differenti in relazione ai costumi, alle religioni,  alle credenze, alle pratiche  desiderabili in alcuni Paesi e tabù  in altri.
In questa prospettiva, quantomeno focalizzandoci sui Paesi occidentali ( e in particolare l’Italia) dobbiamo anche considerare l’evoluzione dei valori, e non soltanto dei comportamenti e dei desideri di nuovo.
 
I nuovi possibili valori
  1. Rispettare la diversità  degli altri
  2. Rispettare le religioni degli altri
  3. Trattare bene il proprio corpo e quello altrui
  4. Proteggere i bambini e gli anziani (i deboli)
  5. Tutelare la dignità di vita e di morte.
 
Nuova etica?
Nuovi comandamenti o sintesi guida per rendere meno pessimisti, più contenti e
quindi… più felici?
Nuovi Asset per l’educazione  privata e pubblica ma anche nuovi
Valori da inserire nella reputazione di Marca e di Impresa.
 
Nuovi ruoli
Le imprese vengono caricate di funzioni  delegate  sino a ieri alla politica, alle istituzioni pubbliche, al Welfare.
Oltre la qualità, conterà sempre più l’impegno etico, valoriale, progettuale dei prodotti e dei servizi.
Con l‘obiettivo di rendere più felici le persone, in quanto rassicurate sul futuro, o comunque in quanto lasciate menosole davanti alle sfide che incombono.
Compiti gratificanti per le persone che dovranno affrontarli.
Perché le realtà aziendali non possono che essere fatte di esperti.
Dobbiamo evitare che si rafforzi il tribalismo: tribù interessate a rafforzare le proprie convinzioni più che a cercare il confronto e ad esplorare la realtà.
 
Fonte: Seminario GFK giugno 2017.
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