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L’usato on line aumenta le compravendite di Subito.it
02.05.2018
Autore
Eros Casula Coordinamento redazionale
Il mercato dell’usato continua a crescere grazie a un approccio ai consumi innovativo e smart che vede gli italiani sempre più protagonisti delle proprie scelte, in linea con le passioni e in funzione dello stile di vita, tanto che negli ultimi 3 anni il volume d’affari di questo settore è aumentato in modo costante, grazie al forte traino della compravendita online (+72% dal 2014). A svelarlo la quarta...


L’usato on line aumenta le compravendite di Subito.it

Maggio 2018. Il mercato dell’usato continua a crescere grazie a un approccio ai consumi innovativo e smart che vede gli italiani sempre più protagonisti delle proprie scelte, in linea con le passioni e in funzione dello stile di vita, tanto che negli ultimi 3 anni il volume d’affari di questo settore è aumentato in modo costante, grazie al forte traino della compravendita online (+72% dal 2014). A svelarlo la quarta edizione dell’Osservatorio Second Hand Economy condotto da DOXA* per Subito, piattaforma n. 1 in Italia per comprare e vendere con oltre 8 milioni di utenti unici mensili**, da cui emerge che il valore dell’economia dell’usato è di € 21 miliardi, ovvero l’1,2% del PIL italiano. 
 
Le evidenze dell’Osservatorio 2017 Second Hand Economy
  • La Second Hand Economy vale nel 2017 € 21 miliardi, pari a 1,2% del PIL Italiano (vs € 19 miliardi nel 2016), con una crescita anno su anno dell’11%
  • La crescita è guidata soprattutto dall’online, che pesa € 9,3 miliardi (+31% vs 2016 con 7,1 miliardi e +72% rispetto al 2014 con € 5,4 miliardi).
  • Il 48% degli italiani ha comprato e/o venduto usato nel 2017, il 42% l’ha fatto online
  • I settori più importanti in termini di valore sono Motori (€ 15 mld), seguiti da Casa&Persona (€ 3,6 mld) e Elettronica (€ 1,3 mld)
  • Chi ha venduto oggetti usati online ha guadagnato in media € 1.030 all’anno (+22% vs 2016)
  • Scelta consapevole (53%), guadagno e risparmio (54%) e libertà (42%) sono i tre asset valoriali della second hand
  • Le regioni che guidano la Second Hand in Italia sono la Lombardia al primo posto, seguita da Toscana ed Emilia Romagna
  • Millennials second hand native, più attivi della media popolazione (59% vs 48%)
“La second hand è oggi un vero e proprio state of mind integrato perfettamente nelle abitudini di consumo e di vita delle persone, in grado di rappresentare valori ed esigenze di una generazione dinamica e consapevole in crescita nel nostro Paese. Penso in particolare ai Millennials, più attivi nella compravendita dell’usato rispetto alla media della popolazione, per cui ciò che guida la scelta è l’oggetto in sè, nuovo o usato poco importa. Oltre che nativi digitali, potremmo definirli nativi second hand” commenta Melany LibraroCEO di Schibsted Italy (Subito, InfoJobs e Pagomeno). “In Subito siamo impegnati ogni giorno a offrire la migliore esperienza di compravendita in linea con le tendenze in atto grazie a innovazione, varietà degli annunci e capillarità sul territorio, tre asset strategici che ci permettono di guidate il mercato con l’80% di market share. La nostra piattaforma è sempre più un luogo di socialità dove lungo il ciclo di compravendita si trasmettono anche passioni e storie”.
 
IL DIGITALE GUIDA LA CRESCITA DELLA SECOND HAND ECONOMY
 L’online è il driver che guida la crescita del mercato della compravendita dell’usato e da solo pesa € 9,3 miliardi, ovvero il 31% in più rispetto all’anno precedente. Infatti, tra coloro che nel 2017 hanno acquistato e venduto oggetti usati, il 42% ha utilizzato l’online come canale privilegiato per farlo, in particolare per la sua velocità e semplicità, riconosciuta dal 72% del campione. Internet e app sono il canale preferito soprattutto per la vendita (54%).
 
Il digitale rappresenta la risposta ideale per chi desidera acquistare o vendere oggetti appartenenti ad alcune categorie in particolare. Analizzando infatti cosa viene effettivamente comprato e venduto in Italia attraverso l’online, si comprano soprattutto arredamento e casalinghi, seguiti da auto e libri. Si vendono invece auto, attrezzature sportive e telefonia.
 
Il digitale è un alleato perché permette di guadagnare un tesoretto dai propri beni che non servono più, da reinvestire nelle proprie esigenze, passioni e desideri. Mediamente infatti facendo second hand online si guadagnano € 1.030 dalla vendita (+22%, € 843 nel 2016).
 
I DRIVER DELLA SCELTA DELL’USATO
 Il 48% degli italiani dichiara di avere comprato o venduto usato nel 2017, al 4° posto dei comportamenti sostenibili più diffusi, subito dopo la raccolta differenziata (93%), l’acquisto di lampadine a LED (75%) e prodotti a km 0 (56%).
 
L’aspetto valoriale ha infatti un ruolo centrale nella decisione di compravendere beni usati, dimostrando che il consumatore oggi vuole fare scelte consapevoli e coerenti con i principi che guidano il proprio stile di vita. In questo contesto, indubbiamente la capacità di poter acquistare facendo un buon affare in termini economici, garantendo unrisparmio rilevante, è la prima motivazione per il 70%, affiancata dalla scelta distintiva di trovare pezzi unici, d'antiquariato o non più in commercio (35%) che permettono di rendere unico il quotidiano, e seguita dall’opportunità di conquistare l'oggetto dei desideri perfetto per le proprie necessità e passioni (10%). Entrando nel merito delleragioni che spingono la vendita, il primo driver è la voglia di leggerezza e decluttering per liberarsi del superfluo (55%), seguito dalla possibilità di comprare altri oggetti nuovi o usati (21%) e da quella di guadagnare per il 19%.
 
Da queste tendenze emerge un cittadino italiano molto attento alla sostenibilità ambientale che cerca di favorire attraverso il riutilizzo (66%), legato affettivamente agli oggetti a cui attribuisce la possibilità di una seconda vita (60%) e che non rinuncia ad acquistare oggetti altrimenti costosi a un prezzo conveniente (58%). Questo scenario è ancora più vero tra le nuove generazioni dei Millennials che sono grandi utilizzatori di second hand (59%) e le cui percentuali di questi trend crescono ulteriormente con 71% per il primo driver e 67% per il secondo, integrando un terzo elemento motivazionale legato alla normalità di mixare nuovo e usato per gli acquisti (57%). 
 
LA SECONDA VITA DEGLI OGGETTI
 Gli oggetti che hanno già vissuto una “prima vita”, grazie alla Second Hand Economy ne vivono una seconda (e a volte anche una terza, una quarta…), venendo reimmessi nel circolo virtuoso dell'economia circolare. Nel 48% dei casi il bene viene salvato dalla discarica e usato dal suo nuovo proprietario fino ad essere consumato, nel 26% viene collezionato e conservato, nel 15% viene regalato a una “terza vita” quando non più utile, e nell’11% viene rivenduto.  
 
Per quanto riguarda invece i guadagni generati dalla vendita di oggetti usati il 40% degli italiani li mette a disposizione dell'economia domestica, il 25% li utilizza per altri acquisti nella stessa categoria di prodotto ma più recente, ad esempio il modello successivo, e il 19% per un oggetto usato della stessa categoria o di altre, infine il 16% per un oggetto nuovo.
 
MAPPA DEL SECOND HAND IN ITALIA
Percorrendo la penisola l’Osservatorio Second Hand Economy di Subito svela che ci sono alcune regioni più attivedove fare second hand è all’ordine del giorno come in Lombardia, prima regione assoluta con € 3,4 miliardi di valore generato, seguita dalla Toscana con € 2,8 mld. Terza l'Emilia Romagna con € 2,3 mld e al quarto posto la Sicilia, prima regione del Sud, con 1,5 miliardi. Il podio cambia se consideriamo il guadagno medio pro capite per i venditori: prima la Toscana con € 1.802, seconda la Lombardia con € 1.289, terza la Sicilia con € 1.090.
 
PROSPETTIVE FUTURE DEL MERCATO
I 3 anni in crescita appena trascorsi non saranno un trend del passato ma un volano per un’ulteriore evoluzione in positivo dell’economia dell’usato che per il 75% è destinata a crescere ancora nei prossimi 5 anni. Questa percezione nasce in primis dalla sua capacità di essere un driver di risparmio (49%), in secondo luogo una scelta sempre più ecologica e sostenibile (45%), ma anche distintiva e smart (29%), oltre a rendere i consumi accessibili a più persone (21%) e trasformarsi in un canale di acquisto tra gli altri, normalizzando completamente questa modalità (16%).
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