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Nielsen dice che i cibi pronti e veloci crescono
05.03.2018
Autore
Eros Casula Coordinamento redazionale
Abbiamo dovuto attendere sette settimane, per la precisione San Valentino, dice Nielsen, per vedere di nuovo un segno positivo nei fatturati a parità della grande distribuzione organizzata: +0,8% a totale italia. Una crescita che non riesce ancora a limitare il calo delle precedenti sei settimane, ma che fa ben sperare...

Nielsen dice che i cibi pronti e veloci crescono

Marzo 2018. Abbiamo dovuto attendere sette settimane, per la precisione San Valentino, dice Nielsen, per vedere di nuovo un segno positivo nei fatturati a parità della grande distribuzione organizzata: +0,8% a totale italia. Una crescita che non riesce ancora a limitare il calo delle precedenti sei settimane, ma che fa ben sperare.

Il calo delle prime settimane dell’anno ha suscitato qualche perplessità tra i player del mercato. Rispetto a gennaio 2017, la distribuzione moderna ha perso 350 milioni in vendite (in ipermercati, supermercati, libero servizio e discount). In percentuale si tratta di un calo del -4,9% (-6,2%  a  parità di rete distributiva). Un dato in controtendenza rispetto ai buoni andamenti del 2017, in parte riconducibile all'andamento deflativo dei prezzi dell'ortofrutta (dovuto alll'impennata del gennaio 2017) che ha avuto un impatto sui fatturati complessivi stimato intorno all'1%. Proviamo però ad approfondire altre letture di questa contrazione. 
 
Perché gli italiani hanno speso meno a gennaio?
Le motivazioni sono diverse. In primis, l’effetto calendario: storicamente, il mese di gennaio risente del boom delle vendite festive. Quest’anno, oltretutto, dicembre è stato straordinariamente positivo (+2,9% vs. 2016). Anche la giornata del 1° gennaio di chiusura (che invece non rientrava nella prima settimana del 2017) ha contribuito, così come un effetto di riduzione dello stock natalizio: solo considerando i prodotti da forno, la pasta, il riso e gli alimenti conservati si spiegano 45 milioni di calo.
La seconda ragione è la ridotta propensione all’acquisto in negozio, non solo per risparmiare, ma anche per la sostituzione con i servizi di food delivery e la piccola ristorazione. Questa ipotesi trova conferma sia nell’analisi dei panieri dei supermercati (il cibo pronto e “veloce” continua a crescere, a differenza dei prodotti basici e dei preparati che richiedono la cucinazione) sia nei picchi delle ricerche su internet relative all’home delivery.



A fronte di una percentuale di vendite in promozione senza significative variazioni rispetto a gennaio 2017, il numero di referenze promozionate è calato del -4%. Infatti, i negozi ad alta intensità promozionale sono quelli che hanno “perso” meno: "solo" il -2,7% rispetto al -6,7% della media Iper+Super.
 
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