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Lettera aperta ad uno Store Manager (e ai suoi capi)
05.03.2018
Autore
Antonio Esposito Ospite
Il tuo Store è bellissimo, nel posto giusto e anche il tuo brand è sexy. La  tua offerta è competitiva e anche i tuoi sistemi e la tua logistica  sono Ok. Ma come mai allora tutti i mesi  fatichi a chiudere sugli obiettivi? Sarà che sono irragionevoli? Troppo facile: alcuni colleghi meno “dotati” ci riescono. Allora sarà  perché ogni mattino devi far gli scongiuri sperando che tutti i tuoi Girls and Boys si siano presentati? Oppure...


Lettera aperta ad uno Store Manager (e ai suoi capi)
 
Il tuo Store è bellissimo, nel posto giusto e anche il tuo brand è sexy. La  tua offerta è competitiva e anche i tuoi sistemi e la tua logistica  sono Ok. Ma come mai allora tutti i mesi  fatichi a chiudere sugli obiettivi? Sarà che sono irragionevoli? 
 
Troppo facile: alcuni colleghi meno “dotati” ci riescono. Allora sarà  perché ogni mattino devi far gli scongiuri sperando che tutti i tuoi Girls and Boys si siano presentati? Oppure perché qualcuno di loro invece di vendere è convinto di essere l’uomo o la donna immagine del negozio e non muove un ciglio e neanche una mano e sorride (a se stesso naturalmente) solo quando gli dici di abbassare la saracinesca? Mai una domanda in più, una offerta, un segno di accoglienza. Fermo come uno scaffale ma almeno, lo scaffale, vende da solo e  non se ne va a fumare o al bar otto volte al giorno. 
 
O forse non raggiungi il target perché tutti per giorni si guardano in cagnesco quando stai per assegnare i turni e  poi anche dopo. E sempre su quei maledetti turni che hai messo insieme con mille equilibrismi ti senti dire che : “quelli sono i  tuoi figlioletti, io un  figliastro/a buono/a  solo per le domeniche”.
 
Forse, amico mio  Store Manager, ti stai dicendo che non raggiungi gli obiettivi perché, quando arriva il corriere con le merci, alcuni  dei tuoi sanno smaterializzarsi  come fossero i protagonisti di Star Track o perché altri, quando il negozio è pieno di gente, sono ingoiati dal magazzino (c’è un mostro là dietro!). E poi  tutti, gli uni e gli altri, pensano di meritare di più, non si sentono  valorizzati  e difesi  perché non gli fai avere livello e soldi. E mentre sbraitano di  tutto questo e arrivi a pensare che veramente non si meritano molto non riesci ad arrabbiarti con loro ma con te stesso, perché  ce la  metti tutta e sei convinto cha alla fine tutte le responsabilità siano comunque di chi tiene il timone e quello, indubbiamente sei tu. Ti senti frustrato perché non hai mai tempo per stare veramente con loro, per conoscerli meglio, per condividere quanto c’è di bello e unico nel vostro lavoro che non è solo  rifornire, piazzare e incassare ma è soprattutto tessere relazioni, offrire un servizio,  soddisfare un bisogno, donare un sorriso, vedere la gente tornare e magari chiamarti per nome. Il tuo punto di vendita (o anche i tuoi punti di vendita parchè potresti averne più di uno da seguire) non è solo  una bella posizione, un bell’impianto, un assortimento di  prodotti fantastici e competitivi, una insegna nota. La tua unità produttiva è fatta di persone che  creano esperienze per i clienti e muovono così sentimenti ed emozioni, materiali delicati da trattare, che possono dare moltissimo o pochissimo e questo è nelle tue mani. 
 
Per supportarti  nella gestione del tuo team, indipendentemente  dalla merceologia e dimensione del tuo store, abbiamo creato un percorso formativo inedito per il settore dedicato ai capi negozio e  ai capi area. STEPS , così si chiama, con nove giorni di aula complessivi (un appuntamento al mese per sette mesi) , è  un percorso  strutturato che prevede decine di esercitazioni originali, tools pratici per lavorare meglio con le persone, role play, lo scambio di esperienza tra i partecipanti e la messa in comune di best practice. STEPS  ti aiuta a far crescere le tue persone addette alla vendita e agli altri servizi del negozio. Persone più motivate e ingaggiate fanno risultato  perché tra una prestazione buona od ottima ed una mediocre la differenza passa dalla adeguatezza dei  comportamenti di tutti e dalla relazioni che si realizzano nella squadra . Presto inizia il percorso. Puoi partecipare a tutti i 7 moduli (9 gironi) oppure scegliere uno dei tra “blocchi” didattici ognuno di tre giornate. Per maggiori informazioni.
assessmentschool@ideamanagement.it
 
 
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1 Commenti
Antonello Vilardi
... e invece se ci fosse quella straordinaria sintonia che muove persone, non oggetti, verso emozioni e motivazioni altamente produttive, il malessere non vibra pericolosamente in squadra, ma...

il brand non è abbastanza "sexy", la logistica funziona male, la competitività non è curata, le infrastrutture non sono piacevoli ?
06/03/2018 12.43.59
 
Ultimo sondaggio 03.06.2018
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