Menu
 
Home Retail > Ricerche > Se i consumi calano i negozi diminuiscono, dice Confcommercio
Se i consumi calano i negozi diminuiscono, dice Confcommercio
12.03.2018
Autore
Luigi Rubinelli Direttore Responsabile
Confcommercio ha recentemente rilasciato un interessante studio di Mariano Bella, il capo ufficio ricerche&studi, su Demografia d’impresa nei centri storici italiani...

Se i consumi calano i negozi diminuiscono, dice Confcommercio

Marzo 2018. Confcommercio ha recentemente rilasciato un interessante studio di Mariano Bella, il capo ufficio ricerche&studi, su Demografia d’impresa nei centri storici italiani.
 
Il campo di analisi si è svolto su 110 comuni di medie dimensioni capoluoghi di provincia e 10 comuni non capoluogo più popolosi con la distinzione Centri Storici vs Non Centri Storici (classificazioni urbanistiche) e in molte categorie economiche.
 
Ecco le conclusioni:
Tra il 2008 e il 2017 i negozi in sede fissa si sono ridotti in Italia del 10,9% (quasi 63mila in meno). Nei CS di 120 città medio-grandi =-11,9%(la riduzione della sede fissa nei CS è più grave che nei NCS perché è più difficile la sostituzione con grandi superfici); ci sono segnali di resilienza dal 2015. Le peggiori contrazioni della sede fissa investono i settori tradizionali (ma non l’alimentare) mentre sono in crescita ICT e farmacie (cambiamento dei gusti: +salute e tecnologia).
Crescita impetuosa ristorazione e alloggio (con ombre sulla modificazione della qualità media dell’offerta); correlazione positiva con commercio fisso al dettaglio.
Questione ambulanti: al Nord ruolo di supplenza (sostituzione ordinata) rispetto alla sede fissa; al Sud evidenze concentrate di fenomeni patologici (Palermo +259%).
Centri storici in potenziale declino commerciale (cioè, meno sede fissa, ambulanti, APE e popolazione): tra gli altri, Genova, Venezia, Reggio C. e Messina, Bari, Cagliari. Non mancano città vitali: soprattutto nell’alta Lombardia, attorno a Firenze e poi Trento, Matera, Siracusa (turismo).
 
Al crescere della popolazione comunale cresce il numero di negozi; al crescere dell’età media esso si riduce, in particolare nei centri storici; dove la densità dei negozi è maggiore, là la crescita è minore o la riduzione è maggiore.
 
Se i consumi calano del 10% i negozi complessivamente si riducono del 2%; se i consumi crescono i negozi smettono di calare, ma non crescono; gli imprenditori utilizzano la nuova domanda per migliorare ricavi e i margini; il ciclo economico ha quindi un impatto asimmetrico sul numero di negozi in sede fissa.
 
La scelta di localizzazione CS vs NCS è influenzata dal rapporto tra i canoni di locazione commerciale- al crescere del 10% di questo rapporto (canone CS su canone NCS), il numero di negozi nel centro storico si riduce quasi di 3,5 punti percentuali- 500 negozi sui quasi 7000 scomparsi nei 120 centri storici analizzati sono dovuti al peggioramento del rapporto dei canoni di locazione; il resto è dovuto a variabili SED e ciclo economico.
 
La situazione nei centri storici
Nei negozi dei centri storici, dice Mariano Bella, nel periodo 2008-2017, si sono verificati questi scostamenti:
. alimentari: -0,03%
. tabacchi: +1,7%,
. carburanti: -22,4%,
. computer e telefonia: +8,6%,
. mobili e ferramenta: -22,3%,
. libri e giocattoli: - 20,7%,
. abbigliamento e calzature: -13,8%,
. farmacie: +31,1%,
. Totale: -11,9%.
 
I centri storici stanno diventando l’anello debole del commercio. Soffrono la concorrenza delle GSS, le grandi superfici specializzate e dei parchi commerciali extra urbani. È un problema di presidio dettato da affitti troppo alti per singoli operatori.
 
Serve un intervento del Governo e del Demanio per invogliare gli operatori a ritornare in centro città per renderlo più attrattivo dal punto di vista economico e di quello sociale. In alcune città la burocrazia è stata snellita, in altre meno, in altre ancora per nulla.
 
Ecco la mappa tracciata da Confcommercio della vitalità versus il potenziale declino delle città analizzate. Non è solo un problema di differenze fra nord-sud ma anche di volontà politiche e di nuove sensibilità mancanti.
 
Grazie per la lettura

Guadagna un RWcoin

Registrati, accedi al sito e condividi questo articolo su uno di questi social network. Guadagnerai un credito utile per consultare un altro articolo di archivio.

Lascia un commento:



2 Commenti
Renato de Donato
interessante . . . .
18/03/2018 17.57.28
 
Antonello Vilardi
Questa "asimmetria" correlata ai consumi (decrescono del 10℅, ma i negozi in sede fissa solo del 2℅; crescono ma i negozi non seguono altrettanto vigorosamente) è imputabile solo parzialmente alla volontà imprenditoriale di "profittare": non va sottovalutato il fenomeno di "dematerializzazione" degli "stores" per effetto delle operazioni "on line"! È verosimile il futuro acuirsi dell'asimmetria.
12/03/2018 13.01.23
 
Ultimo sondaggio 03.06.2018
Ricevi i nostri aggiornamenti ogni settimana
Iscriviti alla newsletter
RW Abbonamenti

Il Club

esclusivo

RWcoin

dinamico

Potrebbe interessarti anche...

Perché Confcommercio, Confesercenti e CGIA sono contro i pagamenti elettronici?
In primo piano
Perché Confcommercio, Confesercenti e CGIA sono...
E così le associazioni di commercianti e artigiani sono contrarie all’introduzione dei...
di Luigi Rubinelli
08.08.2017
Patto per le città: finalmente qualcosa di nuovo
Ricerche
1 RWCOIN
Patto per le città: finalmente qualcosa di...
di Eros Casula
17.02.2013
Bordoni-Centromarca: verso l’istituto di conciliazione
Ricerche
1 RWCOIN
Bordoni-Centromarca: verso l’istituto di...
di Luigi Rubinelli
06.12.2012
 Baldi, Conad del Tirreno, entra in Confcommercio
In primo piano
1 RWCOIN
Baldi, Conad del Tirreno, entra in...
di Luigi Rubinelli
26.01.2012
Federdistribuzione esclude di rientrare in Confcommercio
In primo piano
1 RWCOIN
Federdistribuzione esclude di rientrare in...
di Giovanni Cobogli Gigli
16.01.2012
Federdistribuzione rientrerà in Confcommercio con nuovi equilibri?
In primo piano
1 RWCOIN
Federdistribuzione rientrerà in Confcommercio...
di Luigi Rubinelli
10.01.2012
Revisione consumi regionali
Scenari
1 RWCOIN
Revisione consumi regionali
di Luigi Rubinelli
03.10.2011
LOADING