Menu
 
Home Retail > In primo piano > Dopo Amazon anche sui sacchetti dell’ortofrutta la GDO è divisa
Dopo Amazon anche sui sacchetti dell’ortofrutta la GDO è divisa
05.01.2018
Autore
Luigi Rubinelli Direttore Responsabile
L’anno si apre molto male. Dopo aver invocato l’intervento dei politici sulla concorrenza ad Amazon (leggi qui) la querelle sui sacchetti di ortofrutta segnala, ancora una volta, una GDO confusa, in ordine sparso, e con le idee tutt’altro che chiare...


Dopo Amazon anche sui sacchetti dell’ortofrutta la GDO è divisa

Gennaio 2018. L’anno si apre molto male. Dopo aver invocato l’intervento dei politici sulla concorrenza ad Amazon (leggi qui) la querelle sui sacchetti di ortofrutta segnala, ancora una volta, una GDO confusa, in ordine sparso, e con le idee tutt’altro che chiare.
 
Su Amazon e i 5 punti per i politici non si sa più nulla.
 
Sui sacchetti per l’ortofrutta, invece, è necessario un approfondimento.
 
Il Governo ha dovuto applicare una normativa per introdurli proveniente dalla UE. Il provvedimento è stato varato senza un tavolo di concertazione al quale avrebbero dovuto partecipare Federdistribuzione, Ancc (Coop), Ancd (Conad), Confesercenti, Confcommercio e l’associazione degli ambulanti, visto che si trattava di introdurli in tutti i punti di vendita, in sede fissa e in sede mobile.
 
Andava concertata (almeno in ottobre 2017) una comunicazione che spiegasse a tutti (istituzioni, associazioni, ai consumatori) il perché si doveva pagare un costo di un imballo primario per proteggere l’ortofrutta acquistata. Lo dovevano spiegare anche i retailer in ogni punto di vendita, con apposite comunicazioni.
 
Non è successo nulla di tutto questo.
 
Il cliente il 2 di gennaio ha scoperto che doveva acquistare il sacchetto, segnalato nello scontrino, con un costo da 0,01 a 0,06 euro. È importante ribadire che il sacchetto è un imballo primario al pari della pasta, della carne in scatola o dello yogurt: non si può acquistare solo la pasta senza la scatola, o lo yogurt senza il vasetto di plastica, lo stesso vale anche per l’ortofrutta. Nel costo della pasta e della carne in scatola è compreso anche l’imballo, nessuno se ne meraviglia. Fino al 31 dicembre 2017 il sacchetto era nei costi di gestione di ogni cedi o punto di vendita, non era gratuito, andava detto.
 
Lo stesso doveva valere (vista l’irrisorietà del costo di 1 cent. sul conto economico) per il nuovo sacchetto biodegradabile. Doveva essere spiegato dalle associazioni imprenditoriali al Ministero competente per trovare una soluzione ottimale, e poi ai consumatori.
 
Niente, non è stato fatto nulla.
 
Il ruolo dei social media
È partita la campagna di strumentalizzazione politica contro il Governo, reo di aver architettato il nuovo costo e il nuovo prezzo. Alcuni social media e alcuni avvoltoi si sono divertiti a irridere Governo e GDO invocando l’aumento del costo della vita e della spesa (9 o 10 euro l’anno). La GDO ha subito passivamente il tutto.
 
Perché?
 
. Prima di tutto perché va in ordine sparso, come tutte le associazioni del commercio,
. E poi perché ha paura o aborra i social media, fa lo stesso.
 
I social media hanno degli animatori-ambassador che si ergono a difensori degli interessi dei consumatori-cittadini, sostituendosi alle associazioni dei consumatori (che, francamente, non hanno brillato per fare chiarezza), drammatizzando e ingarbugliando la situazione, tanto ormai vale a chi strilla e le dice più grosse, in una escalation impressionante, fino ad arrivare alle notizie di apertura dei telegiornali delle 20, in massima audience, coinvolgendo anche chi non partecipa a nessun social media. Insomma: una marmellata senza precedenti.
 
Quella dei sacchetti dell’ortofrutta era una occasione d’oro per far sapere che c’è una industry, quella della GDO, che fa le cose come devono essere fatte: introduce i sacchetti, ottemperando alle disposizioni di legge italiane e europee, mettendo questa voce di costo in una delle qualsiasi poste del conto economico, cioè distribuendo i sacchetti gratuitamente.
 
Lo avrebbe potuto fare lavorando nella comunicazione:
. nei punti di vendita,
. nei social media.
 
La ricaduta di immagine sarebbe stata molto importante per far capire ai cittadini i valori di garanzia, trasparenza e onestà commerciale (ho detto onestà commerciale, non onestà tout court) dell’intero comparto della GDO, da tempo sotto attacco di vari social media.
 
Niente fare.
 
Quella dei sacchetti dell’ortofrutta è però una lezione salutare di marketing e di comunicazione, che deve essere capita e approfondita nelle istituzioni del commercio, per ribadire il ruolo sociale che il retail, in tutte le sue sfaccettature, possiede.
 
I social media ci sono e ci saranno anche in futuro, inutile nascondere la testa nella sabbia. Vanno capiti, affrontati, e soprattutto anticipati, tanto non se ne può fare a mano. Sono e saranno loro soprattutto a influenzare i comportamenti di acquisto e di consumo. Che piaccia o meno. Guardate cosa fanno i vostri figli o i vostri nipoti e ne capirete immediatamente le valenze strategiche. Che vi piaccia o meno.
 
E poi, per favore, basta lamentarsi: andando in ordine sparso, con le associazioni che ancora oggi si occupano di saldi, quando gli sconti ormai sono una costante giornaliera valida tutto l’anno, significa non capire lo spirito del tempo che viviamo. Se preferite, non capite lo Zeitgeist, lo spirito del tempo, appunto.
Grazie per la lettura

Guadagna un RWcoin

Registrati, accedi al sito e condividi questo articolo su uno di questi social network. Guadagnerai un credito utile per consultare un altro articolo di archivio.

Lascia un commento:



1 Commenti
Michele Lacchin
Sono perplesso. La definizione di legge per "imballaggio primario" è: imballaggio concepito in modo da costituire, nel punto di vendita, un'unita' di vendita per l'utente finale o per il consumatore. Mi sembra che (secondo questa definizione) nel caso dell'ortofrutta (venduta sfusa) non siamo in questa fattispecie (unità di vendita)
Per quanto riguarda l'ormai tristemente famoso art.226ter relativo alla commercializzazione "delle borse di plastica ultraleggere" la definizione di "borse di plastica" è: "borse con o senza manici, in plastica, fornite ai consumatori per il trasporto di merci o prodotti". Si tratta di due cose molto diverse. Forse è il caso di rifarsi a testo della norma e non a quello che poi viene rielaborato dalle circolari ministeriali ?
09/01/2018 16.31.46
 
Ultimo sondaggio 29.06.2018
Ricevi i nostri aggiornamenti ogni settimana
Iscriviti alla newsletter
RW Abbonamenti

Il Club

esclusivo

RWcoin

dinamico

Potrebbe interessarti anche...

La crisi della GDO è iniziata nel 2004, ben prima della Lehman Brothers
Ricerche
La crisi della GDO è iniziata nel 2004, ben...
Per convenzione, per abitudine, per acquiescenza (o più semplicemente perché non si ha tempo...
di Luigi Rubinelli
15.08.2018
Perché il consumatore non acquista i freschi nella GDO
Analisi dei prodotti
Perché il consumatore non acquista i freschi...
Le ricerche di mercato (Nielsen, IRi, GFK) raramente mettono in luce i perché i consumatori non...
di Luigi Rubinelli
03.08.2018
I costi per la GDO sono in aumento, si apre un altro fronte?
Ricerche
I costi per la GDO sono in aumento, si apre un...
C’è una voce, quella dei costi, che sta emergendo, nonostante tanti altri indicatori...
di Luigi Rubinelli
02.08.2018
Nei freschi, oltre la GDO, ci sono altri canali, quanto valgono in valore e in volume
Ricerche
Nei freschi, oltre la GDO, ci sono altri canali...
Per gli operativi della GDO contano le insegne, al massimo il canale della ristorazione. Ma...
di Eros Casula
24.07.2018
Carrefour e Pam e Végé invitano la GDO in AiCube
In primo piano
Carrefour e Pam e Végé invitano la GDO in...
Il comunicato stampa rilasciato da AiCube e dai tre soci fondatori (Carrefour e Pam e Végé) è...
di Luigi Rubinelli
12.07.2018
Il fuori casa è sempre stato prima della GDO. Parola di L. Pellegrini
Ricerche
Il fuori casa è sempre stato prima della GDO...
Recentemente ci siamo occupati del fuori casa, dell’away from home. I dati sono quasi...
di Giovanni Esposito
05.07.2018
La crisi della GDO è iniziata nel 2004, ben prima della Lehman Brothers
Ricerche
La crisi della GDO è iniziata nel 2004, ben...
Per convenzione, per abitudine, per acquiescenza (o più semplicemente perché non si ha tempo...
di Luigi Rubinelli
28.06.2018
 Sconti nella GDO: l’IDM crede che la soglia sia il 42%
Ricerche
Sconti nella GDO: l’IDM crede che la soglia...
Qual è la soglia massima entro la quale i clienti della GDO non modificano i loro...
di Giovanni Esposito
26.06.2018
Ecco le insegne più convenienti del retail italiano: Eurospin, Esselunga, U2 e…
Ricerche
Ecco le insegne più convenienti del retail...
Una recente ricerca di CFI Group sviluppata a Cibus con RetailWatch ha svelato quali sono le...
di Luigi Rubinelli
21.06.2018
Che senso ha la mutualità nel retail all’ombra di Amazon?
Ricerche
Che senso ha la mutualità nel retail all’ombra...
RetailWatch ha più volte parlato dell’allargamento del posizionamento di Conad alla...
di Luigi Rubinelli
19.06.2018
Quanto vale il mercato dei freschi al di fuori della GDO?
Analisi dei prodotti
Quanto vale il mercato dei freschi al di fuori...
In Italia i Freschi vengono acquistati in 6 canali distributivi: oltre alla GDO, suddivisa in....
di Eros Casula
14.06.2018
Ma quanto vale la ristorazione in Italia? 83 o 78 mld di euro?
Tendenze
Ma quanto vale la ristorazione in Italia? 83 o...
Che la ristorazione sia uno dei competitor più aggressivi per i canali di vendita della GDO è...
di Luigi Rubinelli
07.06.2018
LOADING