Censis: la Movida buona serve ai centri urbani

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Censis: la Movida buona serve ai centri urbani

Novembre 2014.  Da una indagine da Censis,  realizzata su un campione nazionale di 1.200 cittadini maggiorenni, ai quali è stato somministrato telefonicamente un questionario strutturato, emerge un dato sicuramente sorprendente che scarta rispetto alla rappresentazione mediatica prevalente della Movida: infatti, emerge la diffusa percezione che essa debba essere considerata come un fenomeno positivo, un valore che va distinto concettualmente dalla MalaMovida e messo nelle condizioni di dispiegare i suoi effetti positivi.
Richiesti di indicare quale tipo di pensieri gli attiva il richiamo alla Movida, quasi il 56% degli intervistati dice una cosa positiva, perché richiama luoghi della città dove si può passeggiare, mangiare, bere, stare insieme con amici, posti dove trascorrere momenti piacevoli; questa visione positiva è fatta propria in modo particolare dai più giovani con età compresa tra 18 e 29 anni (oltre il 92% dei giovani intervistati), ma la quota è alta anche tra i 30-44enni (il 72,4%), tra i 45-64enni (quasi il 51%), per poi calare tra gli anziani tra i quali circa un quarto dice che la Movida li fa pensare ad una cosa positiva; è alta la quota di coloro che hanno una visione positiva della Movida tra i laureati (oltre l'84%).

A livello territoriale si registra una prevalenza trasversale degli intervistati ai quali la Movida richiama una cosa positiva: nel Nord-Ovest è oltre il 56%, al Centro il 62%, al Sud-Isole il 55,5%, mentre nel Nord-Est è quasi il 49% ad associare la Movida ad una cosa buona.
E' poi il 60,5% dei residenti nelle grandi città con oltre 250 mila abitanti a dichiarare che la Movida fa pensare ad una cosa piacevole, positiva ed il 51,8% tra coloro che vivono in comuni che hanno fino a 10 mila abitanti.
La Movida richiama una cosa negativa, luoghi dove ci sono troppi locali, persone che si ubriacano, rumore eccessivo, posti da cui stare lontani al 25,5% degli intervistati, quota che sale sopra al 35% tra gli anziani e sopra al 34% tra i residenti del Nord-Est.
Il 18,5% che dichiara di non sapere cosa sia la Movida, e la quota sale al 35,3% tra gli anziani ed a quasi il 37% tra persone con basso titolo di studio.
C'è una prevalenza netta, trasversale alle classi di età dei giovani e degli adulti e ai territori (sia pure con intensità diversa) di una visione positive della Movida, lontana da quella rappresentazione negativa, spesso di vera e propria demonizzazione che prevale nei media.
Conferma della positiva visione della Movida emerge anche in relazione all'importanza che i cittadini gli attribuiscono per le città; infatti, reputano importante per le nostre città che ci siano luoghi con una certa concentrazione di locali dove mangiare, divertirsi, ballare, stare insieme il 63,2% degli intervistati; di questi quasi il 33% lo reputa molto importante per la qualità della vita di tutti, ed il 30,5% abbastanza importante, anche se soprattutto per attirare turisti.

Sono tante e diversificate le fruizioni dei luoghi delle città italiane piccole e grandi alla sera e alla notte; di seguito sono indicati il grado di diffusione delle diverse modalità di fruizione, e in particolare:
– escono la sera e/o la notte, fasi della giornata in cui le uscite di solito rinviano a motivazioni di svago, entertainment e più ancora alla voglia di relazioni e di socialità oltre 29 milioni di italiani una volta ogni tanto, di cui oltre 15,6 milioni almeno una volta a settimana;
– frequentano i luoghi della Movida quando escono la sera e/o la notta quasi 19 milioni di italiani, vi si recano ogni volta che escono la sera e/o la notte oltre 5,3 milioni di persone, vi si recano almeno una volta a settimana oltre 4,3 milioni di persone;
– frequentano il centro storico del proprio comune o di comuni limitrofi la sera e/o la notte oltre 22 milioni di italiani, tra i quali a quasi 8,5 milioni capita di farlo almeno una volta a settimana;
– sono poi oltre 8 milioni le persone che quando escono la sera e/o la note dichiarano di farlo anche per andare in pub, discoteche, discobar, enoteche ecc. e di questi oltre 6,1 milioni lo fanno almeno una volta settimana.

Riguardo alle motivazioni della frequentazione dei centri storici si riscontra che:
– il 69,6% lo fa per passeggiare, incontrare amici;
– il 22,9% per andare in ristoranti, trattorie;
– il 18,7% per andare in pub, discoteche, discopub, discobar, enoteche,
winebar, altri locali notturni;
– il 18,3% per fare shopping;
– l'11,9% per visitare musei, luoghi ed eventi culturali;
– il 10,1% per lavoro.
Convivialità, rapporto con il cibo, acquisti, cultura e lavoro: c'è ovviamente tutto lo spettro delle attività a spiegare il rapporto con i centri storici la sera e la notte.
E' chiaro pertanto che la Movida e le sue forme più patologiche non esauriscono la fruizione del centro storico, i motivi per i quali gli italiani tendono a frequentarlo.

 

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