FarmaCampania accetta la sfida del parafarmaco

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FarmaCampania accetta la sfida del parafarmaco

Dicembre 2011. In tempi di turbolenze come quelli attuali pochi attori hanno la determinazione di tracciare rotte coraggiose nel mondo del retail. Ciò è ancor più vero se si parla di farmacia e di salute. FarmaCampania, cooperativa di 128 associati, con il suo programma Welfarm, determina oggi un inversione di rotta sostanziale rispetto all’agire tradizionale del settore. Non solo un farmacista dispensatore di farmaci ma un operatore della salute attivo, che sa guidare il consumatore, anche prima che diventi paziente, attraverso pratiche di buona salute, attività di consiglio, selezione del prodotto, anche extrafarmaco, da proporre.
In un orizzonte competitivo che, con tutta probabilità, vedrà assottigliarsi l’incidenza della marginalità del farmaco, che ha appena visto nuovi interventi da parte del legislatore volti a modificare l’assetto tradizionale, che vedrà mutate esigenze del consumatore affacciarsi sulla scena del mondo pharma, FarmaCampania delinea un orizzonte fatto di nuove competenze, anche manageriali, per il farmacista, di opportunità da ricercare sul parafarmaco e addirittura su quei prodotti che oggi nemmeno “entrano” in farmacia, di ristrutturazione degli assortimenti e delle categorie trattate.

Unione di servizi
Proprio sul parafarmaco e sulle nuove categorie di prodotto che la farmacia può e deve ospitare sugli scaffali si concentra l’attività di FarmaCampania. Il progetto Welfarm mira ad unire servizi che già la cooperativa propone (c.u.p., materiale sanitario, assistenza domiciliare) con attività di crescita dell’intero sistema cooperativo quali la capacità di fare rete, di proporsi come interlocutore unico e credibile all’industria, di rappresentare un utile intermediario che sappia interpretare in maniera innovativa le logiche di canale di un universo che sta attraversando un epoca di mutamenti non ancora terminati.
Non solo farmaco, afferma Fioroni docente di marketing presso l’Università degli Studi di Perugia, anche e soprattutto come scelta strategica, di posizionamento, nei confronti di quel cliente che in futuro farà una scelta di canale per determinate tipologie di acquisto e che potrà incontrare nella farmacia una valida opzione nel momento in cui questa sappia costruire una proposta efficace ed efficiente. Già oggi, in tal senso, esistono casi di farmacie che attraverso la forte scelta di categoria fanno attrazione a livello extraregionale proprio in forza di un assortimento vasto e profondo, mai banale.

Il futuro è del parafarmaco
E’  tracciata la rotta del trading-up farmaceutico, ossia la volontà di apportare un sostanziale miglioramento del sistema farmacia a tutto vantaggio dell’industria e del consumatore, andando a lavorare su quegli aspetti, come la fase del consiglio e le logiche espositive del non-farmaco troppe volte relegate in secondo piano.
Sarà il parafarmaco  l’approdo di domani? Probabilmente è presto per dirlo e forse anche esagerato. Certo è che, in una logica evolutiva, il farmacista che vuole competere sul mercato di oggi non può esimersi dall’adottare pratiche che fungano da motore per quella crescita professionale che deve obbligatoriamente contemplare prassi di analisi degli assortimenti, dei rapporti con i fornitori, dello sfruttamento degli spazi espositivi e di definizione del ruolo che nel tempo può assumere la propria farmacia.

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