Pedroni-Coop: la qualità dei consumi è in erosione?

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Pedroni-Coop: la qualità dei consumi è in erosione?

Marzo 2014. Marco Pedroni, presidente di Coop Italia e Enrico Migliavacca, vice presidente di Ancc, lanciano un ammonimento-quesito: è in atto una erosione della qualità?

La domanda non può essere lasciata passare sotto silenzio.

Vediamo da dove scaturisce la domanda-ammonimento di Pedroni-Migliavacca:

. I dati del Barometro Coop. La tabella che pubblichiamo qui sotto, in effetti da da pensare: in un anno diminuisce il consumo di prodotti naturali e locali (-6%), diminuisce la difesa della qualità (ben -10 punti), aumenta il ricorso al last minute (i prodotti in via di scadenza).

Proviamo a scartare l’ultimo item, quello del last minute, infatti, come si sa, molti prodotti hanno un ciclo di vita ben superiore alla data di scadenza; sperando di non arrivare a quanto successo in Grecia dove è stata autorizzata la vendita di prodotti scaduti… Gli altri due item sono davvero inquietanti, ai quali, però, va aggiunta, secondo noi, la diminuzione dei consumi di ortofrutta, di pesce e di carne, e il quadro è fatto.

 

A difesa del concetto di qualità bisognerebbe aggiungere che i discount stanno aumentando la loro quota di mercato e il discount, come si sa, non è proprio una tipologia incentrata sulla vendita di prodotti freschi (ortofrutta, pesce, carne, ecc.) ma è incentrata sulla vendita di grocery, scatolame, dove la qualità, ahimè, almeno oggi (giudizio personale) non è proprio assimilabile a quella dei prodotti dell’IDM o a quelli delle store brand della GD. Non a caso il prezzo dei prodotti dei discount è molte volte davvero molto basso. Usano altre materie prime? Se si, con quale rapporto qualità prezzo?

Il calo del reddito, l’aumento della pressione promozionale, sta cambiando non solo la strategia di acquisto degli italiani, ma anche la dieta, con una ricaduta proprio sui livelli di qualità.

 

Se questo assunto, che RetailWatch fa proprio, è vero, il pericolo di un abbassamento dei livelli di qualità è davvero palese e in alcune categorie merceologiche è già realtà.

Resta da chiedersi, per onestà intellettuale, come si combatte il down grading della qualità. Con il prezzo? Con le promozioni? Con la cultura? Con un supermercato fatto in macro e micro in altro modo?

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